Graziano Zoni ci ha lasciato: una vita con gli ultimi

Graziano Zoni, una vita con gli ultimi.

Graziano Zoni, uno dei fondatori del Cipsi,  ci ha lasciato ieri sera, all’improvviso, dopo aver trascorso un altro giorno insieme a loro, nella comunità Emmaus. 

Dopo una delle tante giornate passate con gli amici di Emmaus in un mercatino a Torino si é incamminato verso l’hotel ed ha chiamato al telefono la sua amata moglie raccontandole le gioie della giornata.

Dopo 10 minuti il questore ha chiamato la moglie per dirle che Graziano ci aveva salutato.

I funerali saranno celebrati fra qualche giorno per dare modo agli amici di Emmaus internazionale di arrivare in Italia.

C’era sempre Graziano. Non è mai mancato a nessuno di quegli appuntamenti in cui si trattava di spendersi in nome della pace, della solidarietà, della vita. E c’era sempre con la sua saggezza, la bibbia la chiamerebbe “sapienza”, che non era mai diplomazia, ma sempre e solo profezia.
Adesso ha deciso di continuare il suo cammino nel parco del paradiso. Ha lasciato camminando il mercatino di Emmaus e ha raggiunto nelle “grandi vacanze” l’Abbé Pierre, Dom Helder Camara, don Tonino il sindaco La Pira e tanti altri che lungo l’arco della sua vita ha incontrato, amato, seguito, fatto conoscere.
Ha chiamato, prima di partire, la moglie Biancarda, sua compagna di tutta la vita, che ha condiviso sempre con lui e i loro figli, il suo impegno di vita, Ed è partito stando sulla strada.

Per ora, Graziano, un grandissimo grazie, un abbraccio.
Buon viaggio. Aspettaci

Se n’è andato camminando per strada, dopo una vita condivisa con la gente di strada: quelli che per strada sono finiti e sono stati costretti a restare. Non i poveri: lui li chiamava “gli impoveriti”.

Tutto il Cipsi porge le più sentite condoglianze a sua moglie Biancarda, alla sua famiglia, agli amici di Emmaus …

Il ricordo di Flavio Lotti, Coordinatore della Tavola della pace

Mentre, facendomi spazio tra il dolore, cerco le parole per presentarlo a chi non ha avuto la grazia d’incontrarlo, mi scorrono davanti agli occhi inumiditi i ricordi degli oltre trent’anni che abbiamo passato assieme cercando la via della giustizia e della pace: giornate intere, non stop, spese all’insegna dell’impegno sociale e politico, della “collera d’amore” che aveva imparato dall’Abbè Pierre e da dom Helder Camara, e della solidarietà più autentica con gli impoveriti del mondo, gli immiseriti, i depredati, gli offesi, gli abbandonati.

I tantissimi che l’hanno conosciuto lo ricorderanno per l’umanità, la mitezza, la vicinanza, la coerenza, la fedeltà, l’onestà, la sobrietà, l’amore, la dedizione, la passione, la fede, la positività, la tenacia, il coraggio, la bontà che ha sempre distribuito a piene mani. Azione Cattolica, Mani Tese, Emmaus Italia, CIPSI, Tavola della pace sono state alcune delle organizzazioni in cui si è maggiormente impegnato. Dai quartieri di Firenze dove abitava, alle periferie del mondo di cui si sentiva pienamente cittadino.

“Bisogna che ci abituiamo, sempre di più, a parlare di pace non solo in contrapposizione alla guerra”, scrisse su Avvenire alla vigilia della Marcia PerugiAssisi dell’anno scorso. “Soprattutto occorre che, sempre di più, la smettiamo di pensare che la ‘colpa’ è solo degli altri: governi, politici, fabbricanti di armi sempre più potenti e micidiali, speculatori di Borsa… Bisogna invece, che ci convinciamo a prendere atto del nostro diretto, personale coinvolgimento, della nostra responsabilità.“

Grazie, Graziano, per averci insegnato il senso della vita. Resterai per sempre nei nostri cuori.

Flavio Lotti, Coordinatore della Tavola della pace

Perugia, 15 ottobre 2017

 

 

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Source: Cipsi

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