DIRITTI UMANI. È uscito il n. 5-6 di Solidarietà internazionale

 

È uscito il n. 5-6/2017 della rivista Solidarietà internazionale. Un numero doppio e monografico sul tema dei Diritti Umani, in occasione del 70esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU.

In questo numero…

La Copertina: Diritti Umani – Inserto speciale: A scuola con i Diritti Umani

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IN QUESTO NUMERO:

Editoriale – Tutto ciò che è umano ci riguarda

Può dirsi un mondo che rispetta i diritti umani quello che vede imprigionati e spesso anche uccisi i giornalisti che esercitano il diritto di parola e di informazione? Oppure quello che vede oltre 200 difensori dei diritti ambientali assassinati in un anno? O quello dove i migranti vengono privati dei minimi diritti umani, come quello alla vita, alla salute e alla casa? Tante storie e altrettante considerazioni in questo numero monografico dedicato al tema controverso dei Diritti Umani. Li si nomina spesso, ma a giudicare dalla realtà che oggi viviamo, questi principi sembrano essere totalmente svuotati di valore. Forse è giunto il tempo di cominciare a pensarli con parametri nuovi prendendo l’umanità intera come soggetto di diritto.

 

STORIE: QUANDO I DIRITTI FANNO PAURA

 

Che cosa sono i diritti umani di P. De Stefani

Di quali e di quante libertà, tutele, garanzie devo disporre per vedere concretamente riconosciuta la mia dignità di persona? È una domanda a cui gli Stati hanno cercato di dare riposte con le costituzioni e le leggi in materia di diritti civili, sul welfare, sulla partecipazione politica, sull’indipendenza dei tribunali, contro le discriminazioni. Ci sono riusciti? Siamo tutti ugualmente e universalmente tutelati? Analisi e considerazioni sui Protocolli e Trattati Internazionali in materia di diritti umani.

 

Scorta mediatica per non dimenticare Giulio e l’Egitto di E. Marincola

Sono passati già due anni dalla morte del nostro giovane connazionale Giulio Regeni, recatosi in Egitto per condurre alcune ricerche. Una vicenda oscura quella del suo brutale assassinio. La salvaguardia dei rapporti diplomatici sembra valere di più della verità … Una cosa è certa però: la responsabilità incontrovertibile dei Servizi di sicurezza egiziani, ammessa anche dal Cairo e constatata ufficialmente dalla procura di Roma. Loro lo hanno rapito, torturato e ucciso, non dimentichiamolo.

 

Un vero e proprio genocidio di S. Fraudatario

Myanmar, crisi Rohingya: il Citizenshipt act del 1982 costringe i musulmani a uno status di cittadinanza precario e soggetto a misure arbitrarie di verifica. Ancora oggi i musulmani nel paese non hanno alcuna rappresentanza in parlamento, nell’esercito, nella polizia, nelle università. Fino a qualche anno fa la crisi birmana era sconosciuta al mondo; il Myanmar aveva un unico volto: quello del Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi costretta al carcere per la sua lotta al regime militare. Oggi che è lei a guidare il paese, quale futuro lo attende?

 

Bettina: da 35 anni sulla breccia di M. Cappello

Ha iniziato a difendere i suoi diritti e quelli del suo popolo quando, ancora quattordicenne, seguiva l’esempio

della madre nelle sue proteste contro la democratizzazione del suo Municipio. Vi raccontiamo lo straordinario coraggio di Bettina che, in Messico, lotta in favore dei diritti umani. Il paese è considerato uno dei più pericolosi al mondo per coloro che denunciano abusi e violazioni di diritti personali e collettivi, siano essi privati cittadini, attivisti o giornalisti.

 

Vietato pensare, denunciare, criticare di C. Annunziata

Il bilancio sulle violazioni dei diritti umani in Iran resta drammatico e preoccupante. Questa la denuncia di Amnesty International. La Repubblica islamica iraniana continua ad essere una delle peggiori prigioni al mondo per giornalisti, difensori dei diritti umani, artisti, avvocati, sindacalisti, minoranze etniche e religiose, oltre a conservare il terribile primato – secondo solo alla Cina – di paese con maggior numero di esecuzioni capitali.

 

La guerra di Erdogan contro i giornalisti di N. Perrone

Cosa sta succedendo alla libertà di stampa in Turchia? Il giornalista turco Can Dundar, fra le nomine per il Nobel per la Pace, ci racconta la poco democratica politica di Erdogan contro il sistema di informazione.Poco dopo la mia partenza in Turchia” – afferma – è iniziata una violenta repressione giornalistica: più di trecento giornalisti sono stati catturati ed arrestati, compresi i quattro dirigenti del mio giornale, siti e testate giornalistiche sono state chiuse, e si è finiti addirittura per oscurare il sito di Wikipedia”.

 

Cantieri navali lager in Bangladesh di E. Zani

Grande meno della metà dell’Italia, ma con oltre il doppio di popolazione, il Bangladesh è un immenso formicaio umano di 170 milioni di persone. La sola capitale, Dhaka, ne ospita 16 milioni, soffocati in una perenne coltre di smog e racchiusi in anonimi quartieri dove disuguaglianze, diritti calpestati ed infanzie negate prolificano. Centinaia di uomini, donne e bambini si riversano quotidianamente nei cantieri navali in cerca di lavoro, spesso senza alcuna preparazione. Quello che trovano è sfruttamento, diritti negati, salari da miseria, gravi incidenti, anche mortali.

 

La Libia degli orrori di UNHCHR

L’Alto commissario dell’ONU per i Diritti Umani ha denunciato l’aiuto fornito dall’Ue e dall’Italia alla guardie costiere libiche per arrestare i migranti in mare: “Gli interventi crescenti dell’Ue e dei suoi stati membri non sono finora serviti a ridurre il numero di abusi subiti dai migranti”, anzi, sembrerebbe accadere l’esatto contrario. Analisi e considerazioni sulla tragedia che bagna (di sangue) le nostre coste.

 

Se si criminalizza la solidarietà di G. Pinardi

Intervista a Loris De Filippi, figura di spicco di Medici Senza Frontiere (MSF). Ci aiuta a fare il punto sulla delicata situazione che si sta verificando nel Mediterraneo già da qualche anno. Nel quadro di una condizione umana già tragica per sua natura, spicca l’ancora più drammatico l’atteggiamento dell’Italia, che cerca di nascondere maldestramente “sotto il tappeto” la sua incapacità.

 

Costretti a prostituzione, caporalato e accattonaggio di F. Carchedi

La fine dell’epoca coloniale ci ha illusi che la schiavitù fosse ormai pratica estinta. Invece, la testimonianza di alcuni operatori umanitari in Calabria ci apre gli occhi sulla drammatica realtà che ci circonda. Sfruttamento, prostituzione coatta, caporalato, accattonaggio forzoso: ecco a voi gli schiavi del nuovo millennio.

 

Tante vittime tra gli attivisti ambientali di L. Cotza

Secondo i dati dell’organizzazione non-governativa Global Witness, nel 2017 sono stati assassinati almeno 153 difensori/e dell’ambiente. L’anno precedente, le vittime erano state almeno duecento. Un’escalation di violenza, seguita da sempre più impunità. E attenzione, le uccisioni sono solo la punta dell’iceberg, perché spesso arrivano dopo ripetute minacce, attacchi fisici, torture e detenzioni.

 

I nativi cacciati dal parco di Kaziranga di G. Segna

A tu per tu con Pranab Doley, giovane attivista indiano che lotta per i diritti dei popoli indigeni del parco nazionale di Kaziranga, in India. Siamo arrivati al punto di dover scegliere tra conservazione ambientale e tutela dei diritti umani. Natura contro Uomo, Uomo contro Natura.

 

DIRITTI E POLITICA

 

Diritti umani? Per la politica non sono mai una priorità di F. Lotti

Intervista al senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Straordinaria per la Tutela e la Promozione dei Diritti Umani: quale rapporto fra politica e diritti umani? Quali commenti sulla gestione diplomatica e politica del caso Regeni? Che messaggio lanciare ai giovani italiani sempre più disamorati e privi di fiducia verso le istituzioni? Quali considerazioni sul lavoro svolto finora dalla Commissione Straordinaria per la Tutela dei Diritti Umani?

 

L’Agenda politica dei diritti umani di M. Mascia

Una coerente Agenda politica dei diritti umani deve, in via pregiudiziale, porsi al riparo da equivoci e strumentalizzazioni che portano a considerare i diritti umani in termini ora di emergenza, ora di assistenzialismo ora di astratto garantismo processualistico. Per ogni diritto umano deve corrispondere un capitolo dell’Agenda politica. Questa deve poi prevedere azioni concrete all’insegna di “tutti i diritti umani per tutti” sia per la politica interna sia per la politica estera. Nell’ordine di priorità dell’Agenda, devono figurare al primo posto, l’educazione, l’occupazione, la ricerca, le pari opportunità, l’ambiente, la cooperazione internazionale e il disarmo. Le riflessioni di Marco Mascia, esperto di Diritti Umani e docente all’Università di Padova.

 

Il reato di tortura in Italia di C. Pividori

Un tema che per decenni ha paralizzato il legislatore italiano ma che oggi sta subendo una forte accelerazione. Questo cambiamento è senz’altro ascrivibile alle crescenti pressioni internazionali: sono sempre più incalzanti le richieste di introdurre il reato di tortura da parte dei comitati di esperti delle Nazioni Unite (Comitato sui diritti umani, Comitato e sottocomitato per la prevenzione della tortura), comitati di esperti e istituzioni del Consiglio d’Europa (Comitato per prevenzione della tortura, Commissario per i diritti umani) e perfino da altri Paesi nell’ambito dell’Esame periodico universale (UPR). A queste sono da aggiungere due “pesanti” sentenze della Corte europea dei diritti umani …

 

La mediazione politica di Papa Francesco di C. Morsolin

“I giovani, come carne da macello, sono perseguitati e minacciati quando tentano di uscire dalla spirale della

violenza e dall’inferno delle droghe. Qui a Ciudad Juárez, come in altre zone di frontiera, si concentrano migliaia di migranti dell’America Centrale e di altri Paesi, senza dimenticare tanti messicani che pure cercano di passare dall’altra parte. Un passaggio, un cammino carico di terribili ingiustizie: schiavizzati, sequestrati, soggetti ad estorsione, molti nostri fratelli sono oggetto di commercio del transito umano”. Le parole ispiratrici dell’omelia di Papa Francesco in Messico.

 

Finanza, nonluogo dei diritti umani di G. Caligaris

Del tutto immune da contaminazioni identitarie o relazionali, poiché la caratteristica forse più evidente dei suoi frequentatori è quella di essere (e voler restare) totalmente ignari di qualsiasi alterità ed altrettanto ferrei nell’evitare ogni rivelazione di sé. La finanza è dunque un nonluogo, le cui dinamiche condizionano comunque, e pesantemente, l’esistenza di persone che non vi vedono contestualizzati i propri diritti umani.

 

Armi e diritti umani di G. Beretta

La legge italiana n.185 del 1990 stabilisce che l’esportazione di materiali di armamento è vietata;  sia ai Paesi in stato di conflitto armato, la cui politica contrasti con i princìpi dell’articolo 11 della Costituzione che verso i Paesi nei cui confronti sia stato dichiarato l’embargo totale o parziale delle forniture belliche. Belle parole quelle delle nostre leggi, peccato che non coincidano con la realtà.

 

Fare guerra in nome dei diritti di G. Codrignani

L’Occidente privilegiato ha proceduto come se l’automazione non portasse inesorabili licenziamenti, e lo sciopero a difesa dei diritti dei lavoratori non decadesse fino ad essere possibile solo per i garantiti: il telelavoro, il precariato, il lavoro in nero, l’attività degli immigrati e delle badanti rende impossibile l’astensione dal lavoro e non si sa come difendere i diritti dei più vulnerabili.

 

Donne soggetti attivi di diritto di B. Pomeranzi

Il percorso delle donne come soggetti di diritto umano inizia formalmente nel 1945 ad opera dei 51 Stati che fondarono l’ONU. Non è un azzardo dirlo. Anzi, si rifletta che tra i 51 paesi presenti, solo 30 avevano riconosciuto alle donne il diritto di voto e che tra questi non vi erano alcuni paesi europei come la Spagna, la Francia e l’Italia, mentre vi erano il Brasile, le Filippine, il Messico, la Repubblica Dominicana e i paesi socialisti come la Cina e la Russia che con i loro seggi nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite sostennero fortemente l’idea dell’uguaglianza tra i sessi.

 

E il diritto alla felicità? di N. Rinaldi

La felicità, la madre di tutti i diritti della persona, è una chimera? L’unico diritto, tra i tanti sacrosanti sventolati da dottrine politiche e riforme sociali, nascosto nella parte più intima di noi. Il diritto che elude tutti gli altri, è il più inafferrabile, il meno rivendicato, il più discutibile. Si può pretendere il diritto alla felicità?

 

Impariamo da Malala di P. Sentinelli

Occorre tanto coraggio, oggi, per resistere al naufragio della democrazia e per inventare strade alternative per un viaggio nuovo. Nel 2013 qualcuna ci è riuscita a tirarlo fuori: una studentessa pakistana, chiamata Malala Yousafzai, che in poco tempo è divenuta famosa in tutto il mondo. “Le donne istruite fanno paura”, così la giovane premio Nobel per la Pace 2015.

 

IN MARCIA PER I DIRITTI UMANI

 

Contro il virus della rassegnazione di F. Lotti

Il virus della rassegnazione è infetto e contagioso. Nessuno è immune. L’esposizione prolungata produce

guasti profondissimi non solo nelle persone colpite ma anche nei tessuti vitali della società: distrugge la solidarietà che è alla base del vivere assieme, uccide la partecipazione che è alla base della democrazia,

ne svuota il senso, alimenta l’illegalità, la connivenza e la corruzione. In altre parole, è capace di distruggere tutto ciò che di buono è stato costruito nella storia.

 

Per la globalizzazione dei diritti umani di J. Fabre

Siamo complici della distruzione di diritti umani più spesso di quanto pensiamo. E questo vale in tutti gli ambiti. Se non vogliamo che i diritti umani siano solo uno schizzo d’inchiostro sulla carta dobbiamo costruire una cultura della cura reciproca. Ecco le proposte dell’esperto Jean Fabre per attuare la Dichiarazione universale dei Diritti Umani.

 

La tutela dei difensori dei diritti umani di F. Martone

Secondo la definizione data dalle Nazioni Unite è un difensore/ una difensora dei diritti umani chi si oppone a dittature e regimi oppressivi, chi si batte per la libertà di espressione, chi lotta contro le discriminazioni e le ingiustizie, chi documenta abusi dei diritti umani e chi difende l’ambiente, i diritti delle minoranze, dei rifugiati e dei migranti. Ma chi difende i difensori? L’analisi di Francesco Martone, membro della rete “In Difesa Di” che propone programmi a tutela di chi difende i diritti umani.

 

Nel nome dell’umanità di R. Petrella

La «nuova finanza» si è tradotta nell’accettazione del dogma che il valore di tutte le cose è determinato da criteri finanziari, in particolare dal loro contributo alla creazione di valore monetario per il capitale finanziario. Tutto è commerciabile oggi, tutto è svuotato di significato. Le considerazioni di Riccardo Petrella, autore del libro “Nel nome dell’umanità” (2017) e professore emerito dell’UCL.

 

Per tutelare i beni comuni di R. Lembo

È tempo di costruire una democrazia cosmopolita. La proposta è quella di incorporare nelle Nazioni Unite il controllo delle Istituzioni economiche, finanziarie e del commercio internazionale esistenti (Banca Mondiale, Fondo Monetario e Organizzazione internazionale del commercio) con l’obiettivo di rendere le politiche di queste organizzazioni rispettose delle esigenze dei popoli e dei diritti umani.

 

Italia senza difensore civico di P. de Perini

A quasi 25 anni dall’adozione dei Principi di Parigi, l’Italia non ha ancora creato una istituzione nazionale rispondente a quei requisiti. Se negli ultimi anni sono identificabili progressi a livello normativo e delle politiche pubbliche in materia dei diritti umani, sebbene graduali e circoscritti, il tema delle Istituzioni nazionali per la difesa civica identifica un’area di totale immutabilità.

 

INSERTO – A SCUOLA CON I DIRITTI UMANI

 

L’educazione ai diritti umani di A. Papisca

L’istruzione deve porre tutti gli individui in grado di partecipare in modo effettivo alla vita di una società libera,

deve promuovere la comprensione, la tolleranza e l’amicizia fra tutte le nazioni e tutti i gruppi razziali, etnici

o religiosi ed incoraggiare lo sviluppo delle attività delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.

 

Diritti e Responsabilità di F. Lotti

Il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è una straordinaria occasione per dare nuovo impulso “all’educazione e alla formazione ai diritti umani”. Da essa dipende, in buon misura, la

possibilità di promuovere con rinnovato vigore il rispetto universale e l’osservanza di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti. Ecco alcune proposte di azioni concrete da realizzare.

 

Diritti umani nel disegno educativo della scuola italiana di A. Tosolini

Panoramica temporale sulla normativa italiana in merito all’insegnamento della solidarietà e dei diritti umani. Bisogna ammettere che essa non ha, tutt’oggi, risolto la dicotomia (o più correttamente si dovrebbe dire “contraddizione di fondo”) presente nella scuola tra logica dei contenuti e logica delle competenze.

 

Linee Guida per l’educazione alla pace e alla cittadinanza glocale di F. Lotti

Il documento è frutto del lavoro di un gruppo di 162 insegnanti protagonisti di un programma originale di formazione e ricerca che si è svolto tra il 2015 e il 2017 in Friuli Venezia Giulia. Il programma, denominato “La pace si insegna e si impara”, è stato realizzato nell’ambito di un’alleanza educativa che ha visto la collaborazione tra diverse istituzioni e soggetti della società civile.

 

Imparare i diritti umani. La pedagogia del Service Learning di I. Fiorin

“Non siamo monadi isolate, come palle di bigliardo che si incontrano e si scontrano sul tappeto verde della

vita. Siamo esseri sociali, anche se conflittuali. Egoisti, che abbiamo bisogno dell’altruismo degli altri. Questa

situazione contraddittoria fa sì che la convivenza sia difficile, e che apprendere a convivere appaia, una volta di più, il principale compito educativo”. Stiamo assistendo sempre di più ad un pericoloso slittamento che vede la dimensione individuale della persona allontanarsi dalla sua dimensione sociale. Si è centrati sull’affermazione dei propri individuali diritti, si è ciechi nei confronti dei bisogni degli altri, e della collettività.

 

Dichiarazione universale dei diritti umani

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Leggila. Vale anche per te!

 

 

 

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Source: Cipsi

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