Comunicato stampa
Barbera CIPSI: “La Speranza per l’Africa e per il mondo intero, riparte dalle donne! L’Africa la salvano le madri che continuano a lavorare una terra, che non è mai loro, per trarne il sostentamento per la famiglia… che allevano i figli propri e altrui, che sfidano le bande armate e che affrontano la violenza, anche quella che più le umilia, e che resistono inermi anche quando tutti se ne vanno”.
Roma, 6 marzo 2025 – “L’Africa cammina con i piedi delle donne… Le donne africane sono la spina dorsale che sorregge l’Africa”. Sono solo alcuni degli slogan lanciati dalla campagna internazionale promossa da Solidarietà e Cooperazione – CIPSI – che ha portato – il 7 ottobre 2011 a Oslo – all’attribuzione del Premio Nobel per la pace 2011 a tre donne, Ellen Johnson Sirleaf, a Leymah Gbowee e a Tawakkul Karman.
In questa giornata Internazionale delle donne del 2025, il presidente CIPSI, Guido Barbera si chiede: a che punto siamo? A cosa è servito quel premio Nobel? Purtroppo, troppo rimane da fare!
Chi conosce l’Africa, sa che la donna africana è ancor oggi la protagonista nascosta, ma insostituibile, della storia dell’intero continente, segnato da grandi speranze e da cocenti delusioni. Se l’Africa, come il mondo intero, non è sprofondata nella miseria e continua ad andare avanti, malgrado tutte le disgrazie che le sono cadute addosso, malgrado le guerre, le malattie, le carestie, malgrado il diffuso malgoverno, questo è dovuto, in gran parte, alla tenacia delle donne, al loro amore e al loro impegno per la vita. Questa non è retorica.
Ogni giorno siamo testimoni troppo silenti, afferma Barbera, che la salvezza dell’Africa e del mondo intero, non viene dai governanti, che troppo spesso vendono e svendono i loro popoli e i loro Paesi, a chi li saccheggia nell’indifferenza e con la complicità del resto del mondo. Non viene neppure dalla classe intellettuale che troppo spesso vive sognando di lasciare la propria patria per andare altrove in cerca di libertà e riconoscimenti che non trovano a casa propria.
La salvezza dell’Africa e dei suoi figli viene, ancora come allora, dalle donne africane che rimangono fedeli alla loro missione di custodi della vita e della famiglia, testimoni della loro distruzione; dalle madri di famiglia che non abbandonano la casa, i figli e gli anziani, quando la casa brucia o la terra è invasa da persone senza legge e senza cuore.
L’Africa la salvano le madri che continuano a lavorare una terra, che non è mai loro, per trarne il sostentamento per la famiglia, che allevano i figli propri e altrui, che sfidano le bande armate e che affrontano la violenza, anche quella che più le umilia, e che resistono inermi anche quando tutti se ne vanno.
L’Africa la salvano quelle madri che, finita l’emergenza, sanno ancora trovare i cammini del perdono e della riconciliazione affinché la vita continui, quelle madri che non hanno paura di scendere in strada, spesso a rischio della vita, per chiedere giustizia e pace e un futuro per i loro figli e fratelli.
In questi anni terribili, sono state le donne che hanno salvato la speranza in Africa e saranno ancora loro, le donne africane che, se ci sarà finalmente quel rinascimento africano che tutti auspicano, faranno camminare il continente verso il futuro.
Oggi, conclude Barbera, la Speranza per l’Africa e per il mondo intero, riparte dalle donne! Questa giornata Internazionale diventa un Grazie a tutte le donne, alla loro capacità di vedere lontano, di prevedere e provvedere, di accogliere, di far crescere e promuovere la vita, ogni vita, non solo quella umana, la loro capacità di ascolto, di empatia e di sensibilità verso ogni persona, la loro capacità di trasformare anche la sofferenza in dono per la vita. Questa è la forza dell’amore deposta in ogni donna. Quando mai riusciremo a sdebitarci con loro?
Ufficio stampa CIPSI: cipsi@cipsi.it, tel. 06/5414894
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