In questo caldo agosto 2025, in particolar modo nell’ottavo giorno del mese, è sorto un nuovo governo in Congo, “rimaneggiato” dal Presidente Tshisekedi. Numerosissime le reazioni di stampa e società civile, per lo più negative: il nuovo governo tradisce del tutto le attese dei congolesi. La Nazione sta attraversando un periodo di forte crisi, caratterizzato da povertà estrema, un sistema educativo fragile, ingiustizia sociale e un’amministrazione fallimentare.
La popolazione sperava, pertanto, in un governo che facesse della speranza e della competenza le sue virtù principali. Invece, ci si trova di fronte ad un “governo di attesa”, che va sostanzialmente a confermare il sistema politico precedente, ma che consenta di reggere fino alle prossime elezioni presidenziali del 2028. Inoltre l’eccessiva numerosità dei ministri (ben 53) risulta essere una scelta ipertrofica, per nulla adatta a far fronte alle priorità nazionali.
Ancora una volta, il governo politico si dimostra più preoccupato della sopravvivenza del clan presidenziale che dei bisogni della popolazione.
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