Congo: escalation di violenza in nord Kivu

21 novembre 2012 (da Imagine Onlus, dichiarazione del presidente Ignazio Marino) – La situazione nella Repubblica democratica del Congo è critica: i ribelli del movimento M23 hanno conquistato il capoluogo del ricco Nord Kivu nell’est del Congo. Martedì scorso, i ribelli sono entrati Goma, città con una popolazione di circa un milione di abitanti, dopo aver affrontato poca resistenza da parte delle truppe governative e delle Nazioni Unite. Al loro passaggio hanno rapito donne e bambini e distrutto ciò che trovavano.

Il ministro degli Affari esteri del Belgio, l’ex potenza coloniale nella Repubblica democratica del Congo, ha chiesto un ‘rafforzamento’ della missione delle Nazioni Unite ‘Monusco’  in vista della nuova escalation di violenze provocata dall’irruzione dei ribelli legati al movimento M23.

Si tratta, ha detto Didier Reynders ai microfoni della radio di Stato, della piu grande operazione dell’Onu in tutto il mondo, con circa 17.000 peacekeepers. Com’e’ possibile che non si riesca a fermare una rivolta?

Dall’inizio dell’anno la recrudescenza del conflitto nei due Kivu ha aggravato una situazione umanitaria già drammatica, costringendo alla fuga quasi 650mila persone. Tra queste, 250mila nuovi sfollati nel Nord Kivu e altri 339mila nel Sud dallo scorso aprile. Il numero di rifugiati congolesi RDC nei paesi limitrofi si attesta al momento a quota 463mila, la maggior parte dei quali in Uganda, Repubblica del Congo, Ruanda e Repubblica Unita di Tanzania.

Decine di migliaia di persone in fuga hanno abbandonato le loro case e i loro averi. Un campo profughi a pochi chilometri da Goma ospitava 60 mila persone: ora è completamente vuoto.

Ci uniamo all’appello lanciato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ai governi degli stati limitrofi. Non rinviare forzatamente persone nelle provincie del Nord e Sud Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), finché la situazione della sicurezza e dei diritti umani non farà registrare significativi miglioramenti.

Info: www.imagine.org

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